La Chiesa di San Mauro: Architettura e Stile
Il santuario campestre di San Mauro è situato su una collina di 478 metri sul livello del mare
ed è sito a 7 km dal Comune di Sorgono (57° Km della SS388), alle pendici del mone Lisai.
La zona è il centro geografico della Sardegna ma anche punto di convergenza
dei confini territoriali di Ortueri, Atzara e Sorgono.
Accanto al Santuario, si trovano i muristenes,
loggette o portici, che un tempo erano utili
ai rivenditori di merci durante la festa.
I locali ignorano il nome di Cumbessias (cioè camerette che in origine venivano
occupate da frati laici o conversi) ebbero invece destinazione umanitaria di lazzaretto
nel 1695 e accolsero vari appestati, come indica un graffito della facciata ed un canto
in lingua sarda del poeta estemporaneo Chiccu Murru, che recita:
“…Sos locales chi sunu in Santu Maru
finzas po lazzaretos fin servidos,
tantos omines da peste colpidos
inie agatadu hana riparu….”
Anche se negli ultimi anni, da alcune ricerche svolte, si smentisce la notizia dell’esistenza
di un monastero con annesso lazzaretto e si suppone l’ipotesi
che la grandiosità dell’edificio sia stata voluta dal Tribunale
dell’Inquisizione forse per una colpa di un importante signore del
Mandrolisai o dell’intera popolazione della zona.
Testimonianze in questo senso si possono ottenere oltre
che tra i nostri studiosi isolani, quali il Naitza e il Sorgia,
anche tra gli Archivi Nazionali di Stato presso Barcellona.
Il complesso in particolare si presenta con un numero cospicui di
cumbessias disposte a fomare un
recinto quadrilatero irregolare che
fa luogo a un piccolo villaggio avente come fulcro la chiesa;
ad essa sono stati addossati una serie di ambienti legati alle funzioni
del novenario e databili per lo più al secolo scorso, che ne movimentano il profilo.
L’accesso al complesso avviene su una strada con acciottolato
affiancata su due lati da porticati e da casette a schiera e
sfociante singolarmente verso la parte retrostante la chiesa.
Tutto ciò è visibile ancora oggi poiché
le singole ristrutturazioni non
hanno intaccato le piante del tracciato originale.
In alcuni
muristenes (nella parlata locale si identifica
il muristenes come vere e proprie abitazioni temporanee)
a tutt’oggi sono conservate le capriate dette
"cuaddu armatu".
La situazione attuale de is muristenes non è delle migliori,
infatti sono abitabili solo alcuni appartenenti a delle
famiglie che risiedono nel Comune di Sorgono,
mentre le antiche stalle o ricoveri per animali sono oramai quasi distrutte.
Il santuario di San Mauro fu
costruito intorno al 1120 dai monaci
Benedettini, sulle rovine di una Chiesa preesistente,
ma di questo primo impianto non si riesce ad individuarne traccia.
Intorno alla fine del 1400, quindi in epoca aragonese
iniziano le vere e proprie opere di costruzione che si sono protatte
fino alla fine del 1500: infatti la Chiesa è un esempio di sintesi tra
tardogotico e rinascimentale con innesti barocchi.
La Chiesa è di pianta rettangolare, con una facciata di
pietra squadrata di trachite di 10 metri di altezza e altrettanti di larghezza
ed un
rosone di stile romanico, che è il più grande esistente
nell’isola con due metri di raggio.
L’interno è costituito da una navata coperta con volta a botte ogivale
ripartita in sei campate sottolineate da sottarchi acuti e terminate con una zona
presbiteriale rialzata più stretta dove si apre un oculo che illumina la navata.
In corrispondenza di ciascuna campata, sui due lati, si aprono delle edicole definite da
lesene e timpani triangolari.
Sul presbiterio, racchiuso da una balaustra, sorge un altare barocco in marmo che
accoglie in una nicchia una pregevole statua lignea del Santo.
Il portale, costituito da semicolonne e da un timpano curvilineo è di derivazione
tardomanierista.
Nel monumento quindi è possibile ravvisare il
sincretismo di gotico
aragonese e di tardo manierista italiano.
Esternamente i fianchi sono
scanditi da alti
contrafforti, mentre in facciata ne esistono altri due
disposti in posizione obliqua che non assolvono ad alcuna funzione strutturale.
Il fronte è preceduto da un’ampia scalinata in cui compaiono ai lati due
leoni reggenti
lo stemma di Aragona.
Interessante è l’utilizzo di una
stele di tomba di giganti,
alla base a destra di una scala di accesso.